Musō Shinden Ryū

La scuola Musō Shinden Ryū è uno degli stili di Iaido più conosciuti e praticati, sia in Giappone che a livello internazionale. Questo stile si basa sull'antica arte dello iaijutsu, l'arte di estrarre la spada, sviluppata da Hayashizaki Jinsuke Minamoto no Shigenobu, un samurai vissuto tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo nell'est del Giappone.

Molte scuole di spada giapponesi riconoscono Hayashizaki come il loro fondatore. La sua scuola, originariamente chiamata Shinmei Musō Ryū, all'epoca era nota come scuola di battōjutsu. Dopo la morte di Hayashizaki, i suoi studenti rinominarono lo stile in Shin Musō Hayashizaki Ryū, onorando il maestro e continuando la tradizione della sua arte.

La Samurai Seishin di Brescia rappresenta la branch italiana della scuola Musō Shinden Ryū ed è parte della Nippon Iaido Kyokai, insieme alle sedi di Finlandia e Svezia. I nostri praticanti condividono con i dojo europei e giapponesi lo stesso spirito di disciplina, rispetto e ricerca della perfezione tecnica, nel solco della tradizione del Budo giapponese.

L’Evoluzione dello Stile Musō Shinden Ryū e la Sua Storia

Lo sviluppo dello stile Musō Shinden Ryū è stato segnato da importanti contributi e riforme apportate dai suoi capiscuola nel corso dei secoli.

 

L'Influenza di Hasegawa Eishin

Il 7° caposcuola, Hasegawa Chikara-no-suke Eishin, ampliò il repertorio tecnico della scuola introducendo esercizi che iniziavano dalla posizione tatehiza (una posizione semi-inginocchiata). Oltre ad aggiungere nuove tecniche, Hasegawa riformò anche altri aspetti dello stile, e il nome della scuola fu modificato in Hasegawa Eishin Ryū.

Lo stile trovò una "nuova casa" nella prefettura di Tosa (l'attuale Kōchi) quando Hayashi Rokudayu Morimasa (1661–1732), il 9° caposcuola, lo rese parte integrante del curriculum ufficiale di addestramento dei samurai della regione. Da quel momento, lo stile divenne noto come Tosa Eishin Ryū.

 

L’Eredità di Nakayama Hakudō

Il Musō Shinden Ryū, come lo conosciamo oggi, fu plasmato dal maestro di iai Nakayama Hakudō (1872–1958), uno dei personaggi più influenti del budo giapponese nella prima metà del XX secolo. Nakayama era un hanshi, il grado di insegnamento più alto, in kendō, iaidō e jōdō.

Nato a Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa, nel 1872, Nakayama si trasferì a Tokyo nel 1889, dove iniziò ad allenarsi nel Shindō Munen Ryū presso il dōjō Yūshinkan di Negishi Shingorō. Sebbene fosse inizialmente un maestro di kenjutsu nello stile Shindō Munen Ryū, Nakayama cercò di approfondire ulteriormente la sua comprensione della spada giapponese studiando il rinomato Tosa iai. Questo desiderio lo portò a esplorare e perfezionare le tecniche che avrebbero dato vita al moderno Musō Shinden Ryū.

Musō Shinden Ryū: La Diffusione dello Iaido e l’Eredità di Nakayama Hakudō

All’inizio, i maestri di Tosa erano riluttanti a insegnare la loro arte a un estraneo, ma Nakayama Hakudō dimostrò grande perseveranza e riuscì infine a diventare allievo di diversi maestri di iai della regione. All’epoca, poche persone erano interessate allo studio dello iai, e l'insegnamento veniva trasmesso principalmente in modo individuale, riservato a piccoli gruppi di iniziati. Tuttavia, alcuni studenti di kendō di Hakudō mostrarono interesse per questa disciplina, e lui condivise i suoi segreti anche con loro. Grazie alla sua influenza, lo iai divenne progressivamente più popolare e diffuso.

 

I Contributi di Nakayama Hakudō

Hakudō chiamava lo iai che insegnava con diversi nomi, a seconda delle serie di tecniche insegnate:

  • Hayashizaki Musō Shinden Ryū;
  • Musō Shinden Ryū battōjutsu;
  • Oppure semplicemente Ōmori Ryū o Hasegawa Eishin Ryū.

Uno dei suoi maggiori contributi fu l’introduzione del termine iaidō, con l’intento di sottolineare gli aspetti spirituali della pratica. Lo iaidō, secondo Hakudō, non era solo una disciplina tecnica, ma un percorso di crescita personale e armonia interiore.

 

La Nascita del Musō Shinden Ryū Moderno

Dopo la morte di Nakayama Hakudō nel 1958, i suoi studenti iniziarono a chiamare l’arte da lui insegnata Musō Shinden Ryū, consolidando il nome che oggi identifica uno degli stili di iaidō più praticati e rispettati al mondo.

 

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